MOLTO DI PIÙ...

Molto di più...

Nell'arco di tempo intercorso tra questi due avvenimenti, ma sopratutto dopo, successero altre cose che mi fecero riflettere, vedevo la realtà in modo diverso, più piatta, più scarna... più statica. Una cosa che vorrei precisare è che nel mio quartiere, erano gli anni novanta, non c'erano antenne di ripetizione, era già da molto l'epoca dei cellulari, degli e-tax: ritornando da Bologna e " girando " per Firenze, notai, nel mio quartiere che erano sorte non una, ma tre o quattro antenne di ripetizione. Quella della RAI e MEDIASET già esisteva, il primo garante telefonico era la sip che stava già togliendo le cabine, ma quello che m'impressionò, siccome ero solito tornare da Bologna a Firenze ogni fine settimana ed ero assente da casa solo da due per gli esami, fu il fatto che tali antenne, più alte del palazzo che conoscessi ( Campanile di Giotto e lanternino di S.M. del Fiore), erano sorte, finite e smontate dei cantieri, in sole due settimane, come dire che il Colosseo fu fatto in tre mesi...
Ero per strada, in motorino e non volevo tornare a casa, quasi estate, è vero, poca gente che partiva in bassa stagione: Viale Spartaco Lavagnini, un viale a cinque corsie quasi deserto il pomeriggio inoltrato, un viale dove a volte, per arrivare alla fortezza, s'incontravano sempre un centinaio di macchine comprese nei due sensi e che qualche volta mi obbligava a fare la fila al semaforo di piazza della Libertà, in pomeriggio inoltrato... quasi deserto, vi feci caso, ma proseguii, volevo distrarmi e feci il giro, da dietro, della Fortezza da Basso.
Arrivai sulla Via di Porta a Prato, vi è un intermezzo tra la Fortezza e la Porta, un viale grande... anch'esso quasi deserto: sembrava che Firenze fosse VUOTA.
Tornando a casa chiesi se era un giorno feriale o festivo, mi dissero che era feriale, aspettai che arrivasse il festivo ed ecco la prima stranezza evidentissima che si ripetette tutte le settimane.
Era domenica, tutti i querciolini, quelli del Dante e quelli del Michelangelo s'incontravano, il pomeriggio, alle 17:00, per una durata di due ore ( 19:00 ), presso P.zza della Repubblica, andai alle cinque del pomeriggio: nessuno. Feci un giro e tornai alle sei: neanche un'anima. Tornai alle sette: stessa cosa, poi partii in serata per il cinema astra in direzione della Nazione di Firenze, era pomeriggio tardo, ma solo, solo, soltanto solo; parcheggiai dalla parte dell'edicola feci un giro, quasi aspettai notte, ma quando vidi che, ad imbrunire, non arrivava nessuno per fissare un ristorante, tornai a casa e lì ebbi paura, una paura derivante dalla mia famiglia, che mi porto in cuore ancora oggi se io abbia cenato o estorto qualcosa a due bambini, Mariquitina e Valterino.
C'era un pollo arrosto sul tavolo, di solito entravo in casa staccavo una coscia e mangiavo mentre gli altri, mio padre e mia madre parlavano, ma quel giorno non fu così: entrai in casa staccai una coscia e mentre mangiavo percepivo un denso silenzio dove sentivo gli occhi di mia madre e mio padre, posarsi su di me, tanto che credetti, all'epoca di aver rubato il pollo a mia madre e mio padre, cosa che non fu mai così, prima, perchè mio padre domandava se avevo mangiato e che di solito, se non era così, mi invitava a comprarlo in rosticceria... mi accorsi che NON AVEVO AVUTO IL LORO PERMESSO. Da ciò partì un'altra serie di eventi, di cui la domenica dopo, quando mio padre mi regalò il primo e-tax senza antenna. Strabiliante, non il telefono, ma ciò che successe.

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