SECONDO INCONTRO CON L'IRREALE.



Come dissi prima ero da poco tornato a Firenze, soffro di una malattia genetica che mi " colpisce ", costantemente, a livello dermatologico, per il resto, la testa è ancora sul collo dopo quarantatrè anni; avevo da poco sviluppato una terapia farmacologica, ma ero ancora più depresso, uscii di casa ed in macchina con un compagno attraversai mezza Firenze, scavalcando le Cascine ed arrivando fino alle soglie di Scandicci. Chiesi al mio amico di fermarsi e caricammo una prostituta. Premetto, avevamo i finestrini chiusi, non vi era condensa ne alone sui vetri, non era molto freddo, ma abbastanza ad Aprile, una notte buia e senza senso, chilometri per caricarne una, poi, alla fine dell'atto, che si svolse sopra un parcheggio di un ospedale, ma i gusti, non miei, sono gisti, il guidatore mi riportò a casa.
L'auto era una Opel Kadett quattro porte, con sistema di condizionamento rigido e temperato, ma era in funzione solo la ventola dell'aria e nessuno di noi due, sia io che il guidatore, non avevamo la febbre alta, ciò che mi stupì fu il forte calore emanato dal mio corpo, raccolto in una giacca semi leggera.
La macchina, come ho detto, aveva la ventilazione esterna accesa e niente avrebbe prodotto, tale la temperatura esterna, condensa sui vetri, ma stranamente, nei pressi delle Cascine si formò non solo condensa, ma, di fronte a me, il volto di un giullare con tanto di tre sonagli pendenti sul cappello. "... Strano..."Pensai.
Domandai: " Lo hai disegnato tu? "
" Cosa...?" Mi chiese.
" Il giullare".
" Non mi pare..."
Pensai " ...Quanta cura... non è possibile che non sia stato disegnato..."
Feci per toccarlo, gli disegnai una lacrima con il dito pensando a Pierrot, poi mi accorsi che aveva anche gli occhi, ma il giorno dopo era sparito, sì, c'era di nuovo condensa sul parabrezza, ma non c'era più la forma del giullare. Anno 1996, Firenze/Scandicci.
Tornammo a casa, scesi dall'auto, ma da quel momento iniziai a percepire una sensazione strana ed ancora oggi mi succede anche se in minima misura: Percezione di spiriti entranti.

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