Dopo anni, ancora lui...

DOPO ANNI, ANCORA LUI...

Sono trascorsi sette anni da quel 2011, oggi ci troviamo nel 2018, siamo nel cuore del Gran Sasso, a due passi da Campo Imperatore ed ad un tiro da Isola dal Gran Sasso, praticamente sulla strada per Castelli. 
C'è un sentiero con tanto di cartellonistica, ho voglia di fare due passi nel bosco, ci attende solo mezz'ora o poco più di marcia, poi il sentiero è sbarrato da una frana, accanto, sulla parte opposta della strada, altri due sentieri a cento metri un casale, credo della forestale.
Metto le scarpe è settembre non fa freddo, inizio a camminare e dopo poco arrivo alla fine e faccio ritorno, quando ad un certo punto mi cade l'occhio su di una deviazione alla mia destra, decido di esplorare e così faccio, scendo per trecento metri o poco più ( circa tre curve ) ed il sentiero s'interrompe perchè non tracciato dai boscaioli, così mi accendo una cicca e mi riposo, poi riparto, salgo la prima curva e, come faccio sempre, cerco di prendere un riferimento tra gl'alberi anche se non serve perchè la risalita è erta, ma breve; succede l'impossibile a circa trenta metri vedo sfrecciare, senza far rumore calpestando le foglie, una figura con cappello nero e piccola visiera tonda con costine di velluto, spolverino nero stretto ai fianchi, v bianca della camicia sul petto, pantaloni neri, stavolta vedo anche le mani ed i piedi: guanti neri, scarpe nere.
NON IL MINIMO RUMORE QUANDO, PER 20 METRI, IN LINEA D'AREA, CORRE DA UN ALBERO AD UN ALTRO, PER UN TEMPO STIMATO DI TRE /QUATTRO SECONDI SENZA FAR RUMORE.
Ero fermo sul sentiero, ma risalgo, prendo l'auto, torno a casa passando per San Gabriele, mi pare.
Non voglio più tornare lì, ma vi ritornerò e capirò, in parte, il messaggio.
Ammesso che le presenze siano più di una, niente vieta che fosse di un altro, una volta Tizio mi disse, mentre guardavo un'icona su legno identica alla mia: " Guarda che ti confondi... guarda meglio, non è uguale..." . Mi avvicinai ed aveva ragione, l'angelo raffigurato aveva il volto leggermente più grassoccio, suonava un altro strumento e seppur la tunica fosse dello stesso colore i ghirigori cambiavano.
"Hai ragione..." Risposi.
"Niente di che, ti pare...? Stessa fabbrica!".

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