QUELLA NOTTE...

QUELLA NOTTE...

Una cosa che ho tralasciato di dire, nell'ultimo periodo in cui trascorsi il primo Natale fuori Abruzzo, è che ebbi l'esperienza più strana in quella che definisco: " LA TERRA DI MEZZO...". 
Ero a Bologna, nevicava abbondantemente ed il mio coinquilino mi aveva invitato ad una festa del DAMS, io facevo giurisprudenza, ma vi andai volentieri, era da poco arrivata in appartamento la fidanzata del mio coinquilino, una ragazza gentilissima, con me, ed umilissima di carattere, nei miei confronti... in sostanza, in cinque anni, mai una parola di troppo.
Era notte, Luca venne a prendermi, mi vestii in un lampo ed andammo a cenare con gli altri, una temperatura che non riuscivo a sentire le dita, poi al ristorante mi scaldai e riuscii a tenere in mano la forchetta. Bevvi alacremente sia un litro di rosso che mezzo di bianco una cena allegra e ben fornita di ottimo cibo, sapendo che per giorni sarei andato, dopo, a panini.
Mangiai bene, il vino mi stava facendo un po' barcollare e finii in un locale dove il DAMS faceva una festa; " Due scotch, per favore.." . Poi una, due canne, dopo la prima un altro scotch, ed alla fine della seconda... Ehhh, il bello, ero sulla scalinata d'uscita e mi ritrovo sul viadotto a camminare con Luca e la sua fidanzata, ci fermiamo. "... Dov'è casa...?" Chiedo ubriaco... mi risponde lei: " Ma che C...O dici? Non lo vedi che ci siamo persi? Testa di C...O, Luca sta cercando un telefono... Sei def....ente?".
Sono un tipo irascibile, prima di prendere coscenza di dove mi trovassi e che cosa stessi facendo le rispondo così:" Senti, credi che con il minimo barlume di coscenza che ho non riesco a capire che mi stai insultando?". Lei non risponde, dopo averla guardata negli occhi sposto lo sguardo verso Luca e mi domando: "... Un marciapiede da ambo i lati sul viadotto? Una cabina del telefono sul marciapiede? I cartelloni verdi dell'autostrada su una statale?"
Poi guardo in terra... la neve. " ...Dove mi trovo? Come ci sono arrivato? Un secondo fa ero sulla scala..." . " Luca, dove siamo? Come ci siamo arrivati?"
L'unica risposta che mi arriva è: "Abbiamo preso molti autobus, ci siamo persi, ora arriva il taxi".
Cinque minuti dopo eravamo a casa, stavo molto male, caminavo su e giù per la saka fino al parossismo aumentando sempre più di velocità: " Sto per collassare.. ". Non era la prima volta, ma tenevo nello stomaco, credo, il triplo di quello che potesse contenere . Loro salutano e vanno a dormire, io mi siedo due ore sul sofà, poi mi alzo e mi stendo vestito sotto la coperta, arriva mattina e sto bene, ma ho circa 45 minuti/ 1 ora di vuoto da colmare, più la scala che non ricordo di aver sceso, ma tutto è normale, ringrazio Dio sapendo che avrò una spiegazione.... Luca si è risposato tre volte ed io, anno domini 2019, non ho riavuto in dietro quei 45 minuti....

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