GENTE CHE COMPARE...

GENTE CHE COMPARE...

Ci fu un periodo, tra Febbraio e Marzo 1996/97 che successero cose indescrivibili a Bologna, ve ne voglio raccontare alcune, specie una che mi lasciò a dir poco sbalordito, sì, avete capito bene: premetto che non ero in cura e vivevo in quel periodo cercando nuovi inquilini per dividere l'affitto, ero sobrio ed avevo appena rigovernato i piatti, quindi ora di cena circa, non tarda ora.
Accanto alla palazzina dove abitavo c'è, a due/tre km lo stadio del Bologna e a due passi dalla palazzina l'entrata in autostrada denominata San Luca. Riflettete: sobrio, cena, solo...
Sento suonare il citofono, mi affaccio, non è giorno di coppa ne di scudetto, vedo all'entrata della palazzina e ci tengo a dire che non scherzo sulla cifra, circa tremila persone che inondano la strada...tutte sotto casa... pieno completo da una parte all'altra della strada. Ripeto: è squillato IL MIO CITOFONO.
Non ci sono pullmann, sono curioso scendo, possibile che qualcuno con tutta quella gente abbia scordato le chiavi di casa? Sono curioso, faccio le scale ed arrivo al portoncino, non faccio caso a chi siano loro, nessuno bussa, ma voglio sapere cosa vogliono.
Apro... una figura femminile, una ragazza della mia età dell'epoca, circa vent'anni quasi sfonda la porta aprendola e si scaglia lungo la scalinata, non ho il tempo neanche di vederle il volto... è già a fine prima rampa, io ero al sesto con la porta aperta.
Avendo paura di una ladra prendo l'ascensore e risalgo al sesto piano da dove mi ero affacciato, allibito da tale massa di persone. quando arrivo faccio silenzio per qualche secondo, ma non sento scattare alcuna serratura... È entrata in casa...
Entro, chiudo e controllo in casa, forse è ancora lì... non trovo nessuno... appartamento vuoto e non sento scendere ne le scale ne l'ascensore. 
Perchè? Di cosa aveva bisogno data la furia nel salire le rampe? Chi era? Cosa voleva? Dove finì?
Nessuna traccia, ma mi chiusi in camera data proprio la stranezza estesa nel fatto che quando mi riaffacciai NON C'ERA PIÙ NESSUNO!!! NESSUNO!!!
Troppo per me, così decisi di coricarmi e così feci dormendo fino a giorno... sabato.
Il giorno dopo scendo le scale, ma proprio mentre arrivo al portoncino vedo sbucare un uomo di mestiere tubista che sale con calma i primi gradini.
Sabato? Un tubista al lavoro? Poi guardo l'ora sull'orologio 12:40. Non lavora a quest'ora, non esiste il sabato nemmeno un panino? Non esiste...
È giorno, me ne vado riflettendo su quello che era successo il giorno prima, poi faccio caso ad un particolare del tubista: pantaloni neri di raso, tipo smoking, sotto la tuta da lavoro e scarpe nere ottima facitura tipo carabiniere, alkacciate con stringhe.
Non ha senso... ed anche oggi non ha senso ed anche ieri e domani, non c'erano finestre aperte la sera prima in appartamento, non è scesa per i tubi, non ha rifatto le scale non ha preso l'ascensore, farebbe rumore sia il portoncino che richiusi senza che nessuno volesse entrare, la sera del fatto, sia l'ascensore vecchia facitura a corde d'acciaio con relativi contrappesi.
NON HA ANCORA SENSO.

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